George R.R. Martin - I Re Di Sabbia (Ita Libro) by stevenlob

George R.R. Martin - I Re Di Sabbia (Ita Libro) by stevenlob

autore:stevenlob [stevenlob]
Format: epub
pubblicato: 2010-11-23T09:06:59.735000+00:00


Passò più di un'ora, prima che gli altri si accorgessero che Rojan non c'era. Karoly d'Branin fu il primo a notare la sua assenza, lo chiamò con l'interfono, senza ricevere risposta. Ne parlò con gli altri. Royd Eris lasciò andare la piastra corazzata che aveva appena intercettato con la motoslitta, e Melantha Jhirl poté vedere attraverso il casco le rughe attorno alla sua bocca farsi più profonde. Fu proprio in quel momento che iniziarono i rumori.

Un acuto mugolio di dolore e di paura, seguito da gemiti e da singhiozzi. Orribili gorgoglii, come di qualcuno che sta soffocando nel proprio sangue. Li udirono tutti. I lamenti riempivano i loro caschi, e in tutta quell'angoscia echeggiava piuttosto distintamente qualcosa che ricordava l'invocazione "Aiuto!".

«Questo è Christopheris» disse una voce femminile. Lindran.

«È ferito» aggiunse Dannel. «Sta invocando aiuto, non lo sentite?»

«Dove...?» iniziò qualcuno.

«Sull'astronave» disse Lindran. «Deve essere tornato indietro.»

«Pazzo! No!» esclamò Royd Eris. «Avevo avvertito...»

«Noi andiamo a vedere» annunciò Lindran. Dannel liberò il pezzo di scafo che stavano trasportando, che si allontanò roteando. La loro motoslit-ta cominciò a scendere verso la Nightflyer.

«Fermatevi» ordinò Royd. «Tornerò nei miei alloggi e controllerò da lì

se volete, ma voi non potete entrare nella nave. Rimanete fuori finché non riceverete la mia autorizzazione.»

Gli orribili suoni continuavano ininterrotti.

«Vai al diavolo» gli rispose brutalmente Lindran nel circuito aperto. Anche Karoly d'Branin si era avviato con la sua motoslitta dietro i linguisti, ma era più lontano e l'astronave era distante. «Royd, che cosa dici?

Dobbiamo aiutarlo, capisci? È ferito, lo senti! Per favore, amico.»

«No» ribadì Royd. «Karoly, fermati! Se Rojan è rientrato nell'astronave da solo, è morto.»

«Come fai a saperlo?» chiese Dannel. «È opera tua? Hai teso delle trappole, nel caso ti avessimo disobbedito?»

«No» rispose Royd. «Ascoltatemi, adesso non possiamo aiutarlo. Solo io avrei potuto farlo, ma non mi ha dato ascolto. Fidatevi di me. Non muovetevi.» La sua voce era disperata. La motoslitta di d'Branin, lontana, rallentò. Quella dei linguisti no. «Ti abbiamo già ascoltato fin troppo, maledizione» ribatté Lindran. Dovette quasi urlare per sovrastare i rumori, i gemiti e i lamenti, gli spaventosi suoni di risucchio, le distorte invocazioni di aiuto. Quell'agonia riempiva il loro universo. «Melantha» continuò Lindran «trattieni Eris dove si trova adesso. Procederemo con cautela, per capire che cosa sta succedendo là

dentro, ma non voglio che lui torni ai comandi. Hai capito?»

Melantha Jhirl esitò. Quei suoni le perforavano le orecchie. Era difficile pensare.

Royd voltò la motoslitta parandosi di fronte a lei. Melantha poteva sentire il peso del suo sguardo. «Melantha, Karoly, ordinate loro di fermarsi. A me non presteranno ascolto. Non sanno quello che fanno.» Era evidentemente angustiato. Sul suo volto Melantha trovò la decisione. «Torna subito a bordo, Royd. Fa' quello che puoi. Io cercherò di intercettarli.»

«Da che parte stai?» chiese Lindran.

Dall'altra parte dell'abisso Royd fece un cenno di assenso, ma Melantha si stava già muovendo. La sua motoslitta si allontanò dall'area di lavoro congestionata di pezzi di scafo e altri rottami, poi accelerò rapidamente mentre sfrecciava attorno alla Nightflyer, diretta verso la stanza di comando. Ma già mentre si avvicinava, sapeva che era troppo tardi.



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